Il programma UE per la mobilità militare potrebbe innescare un ammodernamento delle infrastrutture da 100 miliardi di euro.
13 ottobre 2026
Gli ingegneri europei hanno richiesto valutazioni corridoio per corridoio di ponti, gallerie, porti e ferrovie, mentre l'UE si prepara ad ammodernare le infrastrutture sia per uso militare che civile.
La Federazione europea delle associazioni di consulenza ingegneristica (EFCA) ha affermato che le infrastrutture esistenti dovrebbero essere valutate per determinare se sono in grado di sopportare carichi più pesanti, dimensioni maggiori e altri requisiti associati ai movimenti militari.
L'appello giunge mentre l'UE sta sviluppando quello che ha definito uno "Schengen militare", inteso a consentire una più rapida circolazione di personale e attrezzature militari attraverso i confini nazionali.
La Commissione europea ha già individuato circa 500 "progetti critici" lungo quattro corridoi prioritari per la mobilità militare, dove è necessario eliminare le strozzature infrastrutturali. Gli interventi potrebbero includere il consolidamento dei ponti, l'ampliamento delle gallerie e l'aumento della capacità di porti e aeroporti.
Un documento della Commissione stima che i 500 progetti potrebbero richiedere circa 100 miliardi di euro (111,8 miliardi di dollari) di investimenti urgenti.
L'EFCA, che rappresenta le associazioni di consulenza ingegneristica in 27 paesi, ha affermato che sono necessarie valutazioni ingegneristiche per stabilire dove dare priorità agli investimenti.
Il piano prevedeva "valutazioni ingegneristiche corridoio per corridoio" per individuare ponti, gallerie, porti e collegamenti ferroviari che necessitassero di rinforzi per il duplice utilizzo civile e militare.
"Una burocrazia più rapida" non basta
Il quadro normativo proposto dall'UE in materia di mobilità militare mira a ridurre i tempi di elaborazione per i movimenti militari transfrontalieri di routine a un massimo di tre giorni lavorativi.
Comprende inoltre un sistema di emergenza, noto come European Military Mobility Enhanced Response System (EMMERS), che potrebbe accelerare le autorizzazioni e fornire ai mezzi di trasporto militari un accesso prioritario alle infrastrutture in circostanze eccezionali.
Tuttavia, l'EFCA ha avvertito che i cambiamenti amministrativi devono essere accompagnati da miglioramenti alla rete fisica. Ha affermato che le procedure transfrontaliere più rapide rischiano di essere compromesse se i ponti non sono in grado di sopportare i carichi richiesti, se le gallerie non hanno un'altezza sufficiente o se altre parti di un corridoio non sono in grado di gestire il traffico militare.
L'organizzazione auspica una certificazione dei corridoi prioritari guidata da ingegneri, in concomitanza con le modifiche normative.
Ha inoltre richiesto che i requisiti di resilienza siano integrati nelle infrastrutture di trasporto, energia, acqua e digitali nuove e ammodernate, anziché essere aggiunti in un secondo momento.
Sono stati proposti 17,65 miliardi di euro (19,7 miliardi di dollari) per la mobilità militare.
La Commissione europea ha proposto 17,65 miliardi di euro (19,7 miliardi di dollari) per la mobilità militare nell'ambito del prossimo programma Connecting Europe Facility per il periodo 2028-2034, circa dieci volte i fondi disponibili nell'attuale periodo di bilancio.
L'EFCA ha affermato che i finanziamenti dovrebbero essere orientati verso un programma pluriennale coordinato, piuttosto che verso una serie di singoli progetti nazionali.
Si auspica inoltre un maggiore utilizzo del monitoraggio strutturale, dei sensori IoT e dei gemelli digitali lungo le rotte principali, consentendo alle autorità di monitorare le condizioni e la capacità delle infrastrutture utilizzate per i movimenti militari.
Secondo il documento, la sicurezza informatica e la protezione fisica dovrebbero essere integrate già in fase di progettazione delle infrastrutture destinate sia all'uso civile che a quello militare.
L'UE punta a istituire uno spazio di mobilità militare a livello comunitario entro la fine del 2027. La proposta di regolamento è attualmente in fase di itto legislativo e il Consiglio ha raggiunto un accordo sulla propria posizione negoziale a giugno.
Per il settore delle costruzioni, il programma potrebbe tradursi in un consistente flusso di interventi di consolidamento dei ponti, modifiche alle gallerie, ammodernamento di porti e aeroporti e altre opere lungo i corridoi di trasporto prioritari d'Europa.
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