Renzo Pagliero: un percorso di 50 anni in Multitel
16 marzo 2026
Renzo Pagliero, titolare di Multitel, festeggia il suo 50° anniversario mentre l'azienda specializzata in installazioni su camion continua a crescere e a consolidare la sua posizione sul mercato.
Il 3 marzo di 50 anni fa, Renzo Pagliero iniziò ufficialmente la sua carriera in Multitel. Pochi mesi dopo, a maggio, si laureò e il 3 luglio si sposò. "Sono legato a questi due numeri: 3 e 50", afferma con la sobrietà che da sempre lo contraddistingue. Numeri che, accostati, raccontano molto più di un anniversario: raccontano una vita.
Renzo Pagliero.Renzo Pagliero non è entrato in Multitel come si entra in una qualsiasi azienda. Per lui, Multitel è sempre stata casa; da bambino ci andava con il padre e il fratello, respirando quell'atmosfera di laboratorio e di idee che, per generazioni, ha unito lavoro e famiglia. Eppure l'inizio ufficiale – quello "come dipendente" – è un momento che ricorda nitidamente, quasi come una fotografia.
«Ho iniziato un paio di mesi prima della laurea, in parte perché stavo preparando la mia tesi all'interno dell'azienda», ricorda. Il suo primo incarico fu nell'ufficio tecnico, in un'epoca che ora sembra lontanissima: «Non c'era un solo computer. Lavoravamo su fogli di carta, tavoli da disegno e calcolatrici. Avevo una piccola scrivania in un angolo». Poi un ricordo semplice e concreto che dice molto: il suo primo stipendio, 250.000 lire al mese. Un simbolo di indipendenza, ma anche di appartenenza.
Dal sogno di diventare giornalista a una scelta che ha fatto sorridere suo padre.
Da adolescente, ammette, aveva immaginato un futuro diverso. "Nei primi anni delle superiori, avevo in mente qualcos'altro... diventare giornalista". Ma trascorrendo sempre più tempo in azienda, ha capito che quella era la sua strada. E c'è un momento che ricorda ancora vividamente: "Il giorno, al secondo o terzo anno delle superiori, in cui dissi a mio padre che volevo iscrivermi a ingegneria. Ricordo il suo sorriso: capì che era una scelta fatta pensando all'azienda".
Quell'immagine - un sorriso che dice tutto senza parole - cattura la natura del suo legame con Multitel: radicato nella famiglia, ma trasformatosi rapidamente in responsabilità e professione.
Guardare oltre i confini
Per i primi dieci anni, Renzo ha lavorato a stretto contatto con suo zio, il progettista di macchinari dell'azienda. Si è occupato di progettazione, certificazioni e collaudi: dalla sicurezza alla circolazione stradale, in un periodo in cui le gru – allora il fulcro dell'attività – richiedevano competenze tecniche specifiche e approvazioni ufficiali.
Poi arrivò una doppia svolta. Da un lato, la decisione strategica dell'azienda di concentrarsi sulle piattaforme aeree, abbandonando gradualmente il settore delle gru; dall'altro, la naturale inclinazione di Renzo verso il lato commerciale e l'export, supportata dalla sua conoscenza delle lingue straniere. "Erano i primi anni Ottanta, ed era chiaro che l'Italia da sola non ci avrebbe permesso di crescere ulteriormente. Dovevamo guardare all'estero."
Iniziò così la ricerca e lo sviluppo di rapporti con i primi rivenditori, soprattutto in Belgio e Francia. E quando la filiale francese fu fondata nel 1989, Renzo si dedicò interamente all'export e alla guida della nuova entità. "A causa di tutte le sfide iniziali che, come sempre, accompagnano una novità. Forse anche più di oggi."
Le scelte che hanno cambiato la storia di un'azienda
Quando gli viene chiesto di cosa sia più orgoglioso, Renzo non si mette al centro. Con onestà, si colloca "in un ruolo meno importante rispetto a mio zio" riguardo a una delle scelte tecniche più decisive nella storia di Multitel: l'utilizzo dell'alluminio nei bracci. "Fu una decisione che cambiò la storia dell'azienda, aprendo orizzonti prima inimmaginabili."
Emerge però un capitolo più personale. Dopo la scomparsa dello zio, Renzo ne ha portato avanti l'eredità – "su sua richiesta, perché mi aveva espressamente detto che avrei dovuto prendere il suo posto" – e ha guidato l'introduzione delle moto articolate nella gamma. Si tratta di un aspetto dell'identità aziendale a cui si sente profondamente legato: "La famosa gamma MX... la considero un po' come una figlia".
Qui, ingegnere e imprenditore si fondono: stretto coinvolgimento nella progettazione, attenta selezione dei componenti e lavoro incessante per trovare soluzioni che consentano di raggiungere "un rapporto qualità-prezzo che il mercato possa realmente apprezzare". La praticità prima di tutto.
I due valori che non sono mai cambiati
Se c'è un filo conduttore che attraversa tutta la sua storia, è questo: per Renzo Pagliero, il lavoro non è mai stato separato dalla vita. È sempre stato al fianco della famiglia. "Due grandi valori hanno ispirato la mia vita: il lavoro e la famiglia. Ancora oggi, rimangono fondamentali per me."
Nel 2026, gli anniversari coincidono quasi simbolicamente: 50 anni di lavoro, 50 anni dalla laurea e, a luglio, 50 anni di matrimonio. E qui Renzo condivide una frase che da sola racchiude il peso di un'intera storia: "Essere sostenuto e compreso da una donna straordinaria mi ha permesso di dedicarmi al lavoro molto più di quanto avrei potuto fare altrimenti".
Quella donna è Tiziana. Nella sua visione del business, accanto a un buon imprenditore c'è sempre qualcuno che rende possibile l'equilibrio.
Oggi, c'è un'altra soddisfazione: condividere la guida dell'azienda con i suoi figli. "Avere Fabio e Anna al mio fianco è motivo di orgoglio". E ancora una volta, riaffiora l'eco del sorriso di suo padre: ciò che un tempo visse da figlio, ora lo rivive da genitore.
MiM - tre lettere che significano appartenenza
da sinistra: Fabio, Renzo e Anna Pagliero.A chi entra oggi a far parte di Multitel, Renzo direbbe di guardare all'identità dell'azienda. "Si può riassumere in tre semplici lettere: MiM. La nostra unicità. Il nostro senso di appartenenza."
Ma il senso di appartenenza si costruisce con l'onestà riguardo al proprio ruolo. Ricorda quando Fabio e Anna decisero di unirsi a lui e come presentò "sia gli aspetti positivi che quelli meno positivi dell'essere un imprenditore". Non usa mezzi termini: "Bisogna essere capaci di fare sacrifici". E ancora una volta, ritorna il tema del non essere soli: "Ho sempre avuto Tiziana al mio fianco".
La forza della squadra
Renzo non crede nel comando unipersonale. Come afferma lui stesso: "Negli ultimi trent'anni, non è più il momento del leader solitario. In questo modo non si arriva da nessuna parte."
Per lui, il successo dell'azienda si basa sul lavoro di squadra. "Dai dirigenti a chi svolge i compiti più umili". E con discreto orgoglio, sottolinea una qualità ampiamente riconosciuta anche all'esterno: "Tutti riconoscono che siamo sempre stati un'azienda attenta ai propri dipendenti... oggi investiamo con convinzione nel benessere e nella salute delle nostre persone".
continuità familiare
Tra gli aspetti di cui va più fiero, uno spicca in particolare: "Il fatto che l'azienda sia sempre rimasta in mano alla famiglia". Un valore che attribuisce anche agli insegnamenti del nonno, oltre a quelli del padre e dello zio. Un legame che affonda le radici nel passato: "Mio nonno era orgoglioso di ciò che aveva iniziato nel 1911".
Nel ringraziare coloro che hanno plasmato il suo percorso, menziona anche suo fratello: "Per tanti anni in azienda, al mio fianco". Un riconoscimento breve ma significativo: ancora una volta, la famiglia non è un concetto astratto, ma una presenza.
Un cliente che è diventato quasi un fratello
Tra i tanti rapporti instaurati, soprattutto all'estero e con un legame particolare con la Francia, figurano diversi nomi. Ma quando gli viene chiesto di sceglierne uno, la sua risposta è istintiva: "Gianfranco Bronzini. Non lo considero un cliente, ma quasi un fratello".
Esso rivela il suo modo di fare affari: relazioni che si evolvono in fiducia, tempo e rispetto reciproco. "Sono soddisfatto di ciò che riesco a fare".
Quando gli viene chiesto cosa direbbe al Renzo di cinquant'anni fa, non si rifugia in grandi dichiarazioni. Al contrario, minimizza quasi i suoi successi. "Guardando indietro, non credo di aver fatto cose straordinarie... probabilmente nemmeno grandi imprese che passeranno alla storia."
Sposta immediatamente la sua attenzione su ciò che conta davvero: non su se stesso, ma sul significato del fare impresa. È "difficile per certi versi, ma meraviglioso per altri", e oggi, aggiunge, più necessario che mai: "Il nostro Paese ha bisogno di imprenditori che si impegnino a tenere alto il suo nome, soprattutto all'estero".
“Sono contento di ciò che ho fatto. Sono felice di aver sacrificato una parte della mia vita… e non me ne pento”. E ancora una volta, ritorna a una convinzione fondamentale: nessun percorso imprenditoriale è solitario. “Accanto a un bravo imprenditore, c'è sempre una grande donna”, afferma, riconoscendo con gratitudine il ruolo di Tiziana, che gli ha permesso di dedicarsi al lavoro con serenità.
Guardando al futuro, Renzo auspica che nei prossimi dieci anni Multitel continui a crescere, portando a termine i progetti avviati con Fabio e Anna. Soprattutto, indica una direzione precisa: “Crescita esterna”. Una crescita che, ammette, non è ancora stata pienamente sviluppata, ma di cui ora sembra il momento giusto: non solo rafforzarsi internamente, ma espandersi oltre i confini consolidati. È anche per questo motivo, oltre che per la passione per il lavoro, che continua a venire in azienda ogni giorno, per contribuire a una nuova fase, costruita su un team che “rema nella stessa direzione”.
Costruire nel tempo, con discrezione, senza clamore, lasciando un segno profondo. Forse questo è il modo più autentico di essere Renzo Pagliero.
RIMANI CONNESSO


Ricevi le informazioni di cui hai bisogno quando ne hai bisogno attraverso le nostre riviste, newsletter e briefing quotidiani leader a livello mondiale.
CONNETTITI CON IL TEAM